Amministratore revocato, subito il passaggio delle consegne.
Il Condominio di Davide Iadonisi: amministrazioni condominiali

Amministratore revocato, subito il passaggio delle consegne.

Dopo la legge 220/2012 (la riforma del condominio), ci si deve aspettare che l’amministratore condominiale, nell’interesse dei condòmini, si comporti con la correttezza e professionalità.

Uno dei momenti più delicati è notoriamente quello del “passaggio di consegne” fra vecchio e nuovo amministratore: dato che all’interesse di chi subentra nell’incarico di prendere il prima possibile possesso di tutta la documentazione inerente al condominio acquisito, può corrispondere il disinteresse dell’amministratore uscente con il quale si è interrotto definitivamente il rapporto professionale.

Il ritardo nel passaggio di consegne può essere fonte per il condominio di rilevanti danni: si pensi in proposito alla necessità di pagare i fornitori, o magari anche i contributi (dato che in caso contrario si compie un reato) del custode, o ancora la copertura assicurativa dello stabile giunta eventualmente a scadenza. Il legislatore del 2012 è intervenuto precisando (articolo 1129 del Codice civile nella “nuova riforma”) che «alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini, e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi».

Ma cosa accade quando l’amministratore uscente non faccia prontamente seguito la consegna dei documenti fra chi esce e chi subentra nell’incarico? Una delle prime azioni che l’amministratore entrante potrà compiere è quella di rivolgersi subito al collega (magari anche a mezzo di legale, per dare maggior forza alla propria iniziativa) richiedendo l’immediata consegna di ogni documento relativo al condominio.

Qualora tale invito / diffida cada nel vuoto, l’amministratore si dovrà necessariamente (facoltà questa che potrebbero esercitare anche i singoli condòmini) rivolgere ad un legale, il quale chiederà al Tribunale competente di emettere un provvedimento di urgenza (articolo 700 del Codice di procedura civile) che condanni il vecchio amministratore alla immediata consegna dei documenti.

Sicuramente sussistano al tal proposito i necessari requisiti di legge (cioè ragioni evidenti che facciano sì che una sentenza emessa coi normali tempi processuali non sarebbe di grande aiuto al ricorrente) è stato sottolineato da diversi tribunali in tempi anche molto recenti.

Se, pertanto, non pare possano sussistere dubbi sull’accoglibilità di un ricorso d’urgenza presentato dal condominio per riavere i propri documenti, ci si deve chiedere cosa avvenga qualora l’amministratore uscente non provveda ad adempiere in tal senso nonostante la condanna emessa dal Tribunale.

In questo caso l’amministratore inadempiente passa dalle responsabilità di tipo civile a quelle di diritto penale.

Così stando le cose, si può affermare che al condominio (e al condòmino) non mancano i mezzi per conseguire un’efficace tutela giudiziale al fine di ottenere la documentazione dell’ex amministratore.

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